CHELAZIONE NATURALE: DEPURARSI DAI METALLI TOSSICI E AGENTI INQUINANTI

La prima cosa da fare se si hanno dei sintomi che fanno pensare ad un possibile accumulo di metalli pesanti come piombo, mercurio, cadmio è quella di compilare il QUESTIONARIO METAL FREE per conoscere il livello di accumulo presunto. Poi a seconda del grado di intossicazione presunto, sarà bene contattare una professionista dai sintomi e dal biotipo costituzionale, deciderà come procedere per il percorso di trattamento del soggetto. Qualora si sospetti che la causa del disagio è l’accumulo di sostanze tossiche l’operatore stabilirà le priorità di intervento ed eventualmente pianificherà un percorso di chelazione e disintossicazione.. Vi sono parecchie controversie sulle sostanze da utilizzare e sui metodi con le quali procedere alla chelazione.  Vengono presentati protocolli differenti sia per quanto riguarda le sostanze da utilizzare, che per i tempi e i modi di trattamento[1].

Andy Cutler[2]  uno dei principali esponenti a livello mondiale riguardo alla chelazione del mercurio secondo il protocollo DAN utilizzato per disintossicare i bambini malati di autismo, nel suo libro “Amalgam Illness. Diagnosis and Tratment” affronta proprio il problema del mercurio rilasciato dall’amalgama dentale e descrive passo per passo il suo protocollo di chelazione.

Lui utilizza come sostanza di elezione per la chelazione il DMSA e sottolinea l’importanza di effettuare dei cicli di chelazione a basse dosi frequenti per impedire il fenomeno della redistribuzione[3]

Il dott. Gary Gordon invece promuove l’utilizzao della chelazione orale con l’utilizzo dell’EDTA. Mentre molti medici in Italia utilizzano l’EDTA ma per via endovenosa sostenendo che per via orale non venga assorbito.

Tali controversie rendono difficile la scelta per chi vuole intraprendere un processo di detossificazione.

In realtà dalle esperienze diverse di persone hce hanno usato differenti metodi di chelazione si comprende come non vi sia un metodo di elezione generale, ma che sia invece fondamentale adattare la modalità di intervento a seconda delle caratteristiche individuali e dello stato di salute. Per soggetti particolarmente debilitati ad esempio la disintossicazione può essere persino dannosa aggravando troppo una condizione generale già piuttosto compromessa. In generale la cosa prioritaria consiste nel procedere con un lavoro sul terreno per riportare ad un livello accettabile la condizione del soggetto preparandolo ad una fase di chelazione.

Per comodità sia dell’operatore che del soggetto trattato ho scelto di dividere questo percorso in 4 FASI che nell’insieme tengano conto di :

–       FASE A Miglioramento della funzione intestinale e dell’aspetto emozionale preparazione

–       FASE B detossificazione, chelazione light e controllo dell’acidosi metabolica

–       FASE C  Drenaggio epatico/linfatico e rimineralizzazione.

–       FASE D Chelazione (naturale o specifica)

A seconda del grado di intossicazione presunto e delle caratteristiche del soggetto trattato, si terrà conto del tipo di sostanza da utilizzare e dei modi e tempi di intervento. In casi di intossicazioni di grado molto elevato e se vi siano già delle patologie in corso si consiglia di rivolgersi a medici specializzati nel settore anche se in Italia purtroppo non sono così facili da trovare.

Se invece si vive una condizione di squilibrio con disturbi di diverso genere, si può scegliere di utilizzare un metodo di depurazione naturale.

FASE A: MIGLIORAMENTO DELLA FUNZIONE INTESTINALE E DELL’ASPETTO EMOZIONALE.

La prima fase ha come obiettivo principale quello di migliorare il più possibile la funzione intestinale e l’aspetto emotivo dell’individuo nel caso in cui il soggetto stia vivendo un momento di disagio emotivo. Come abbiamo visto chi è intossicato da metalli pesanti presenta una disbiosi intestinale cronica con presenza di candidosi e nella maggior parte dei casi anche problemi riguardanti la sfera emotiva.( ricordiamo come questi due aspetti siano fortemente correlati e come si influenzino a vicenda) Non è possibile pensare in questa fase  ad un completo recupero della funzione enterica ed emotiva, questa sarà possibile solo dopo l’eliminazione delle tossine accumulate. Cercheremo invece di rafforzare il terreno per preparare al processo di disintossicazione che comporta un dispendio di energie da parte dell’organismo.

Durante tutto il trattamento disintossicante/chelante dovremo “lavorare” per tenere a bada la candidosi e la disbiosi : le sostanze chelanti che utilizzeremo possono aumentare la proliferazione di questo micete.

ci sono pareri discordanti tra chi sostiene che la candida intestinale rappresenti un sistema di protezione nei confronti del mercurio e  chi dice che vada eliminata al più presto.

Penso sia meglio non adottare un sistema drastico di eliminazione per due ragioni:

1 eliminare in modo definitivo la candida intestinale richiede davvero un grosso impegno che difficilmente lascia spazio ad un percorso disintossicante  adeguato.

2 Le tossine liberate si accumulano alla già presente intossicazione rendendo difficile il drenaggio delle stesse da parte degli organi emuntori.

Andremo a correggere in primis l’alimentazione, eliminando gli zuccheri semplici e i lieviti. Sostituiremo le farine e i cereali raffinati con riso integrale, grano saraceno, quinoa, miglio, amaranto evitando gli alimenti che contengono glutine. Aumenteremo il consumo di verdura cruda e cotta di stagione biologica. Non è bene invece eccedere nel consumo di frutta soprattutto quella più zuccherina.Meglio evitare il consumo di pesce di grossa taglia come tonno, pesce spada, sgombro e di molluschi e frutti di mare. Bene invece il  pesce di piccola taglia come trota, sogliola, orata da preferire alle carni rosse.Fonti proteiche interessanti sono i legumi, ma meglio introdurli gradatamente soprattutto se il soggetto non è abituato a consumarli.
Sarà inoltre fondamentale l’utilizzo di integratori probiotici.
Anche durante le fasi che seguiranno, sarà bene adottare un regime alimentare simile a quello indicato e continuare con l’uso dei probiotici.
In questa fase per quanto riguarda l’aspetto emozionale cercheremo di introdurre dei rimedi “sintomatici” che lavorino sul riequilibrio neurovegetativo come alcune piante, aminoacidi, oligoelementi e/o l’utilizzo di tecniche bioenergetiche come ad esempio il massaggio cinese (TUINA), l’agopuntura o tecniche di respirazione.

FASE B: DETOSSIFICAIZONE, CHELZIONE LIGHT E CONTROLLO DELL’ACIDOSI METABOLICA.

Questa fase si deve alternare alle successive di drenaggio e chelazione più strong. La durata di queste fasi deve alternarsi in modo ciclico e la durata di ciascuna va stabilità in base alla sensibilità specifica del soggetto.
A grandi linee si può pensare di alternare 2/3 giorni di chelazione a 2/3 di drenaggio ed inserire la fase di detossificazione ogni 2/3 cicli.
La detossificazione, ha lo scopo di “preparare” le tossine per essere eliminate durante la fase di drenaggio.
La maggior parte dei rimedi che utilizzaremo in questa fase lavorano sulla seconda fase di detossificazione epatica(coniugazione). Siccome molte di queste sostanze sono solforose e vista l’importante affinità dei metalli tossici con i gruppi –SH, tali integratori svolgono una funzione di chelazione vera e propria.

Se si verificassero importanti “Crisi di guarigione”[4] caratterizzate ad esempio da eruzioni cutanee, forti cefalee, nausea, disagi emozionali, è bene ridurre le dosi o addirittura fermarsi per poi ricominciare con dosi più basse.
Ho avuto modo di verificare che alcuni soggetti particolarmente sensibili, hanno un’importante acutizzarsi dei sintomi caratteristici dell’intossicazione da metalli tossici anche con basse dosi di sostanze disintossicanti.
Gli integratori utilizzati principalmente in questa fase sono  a base di : SAMe, NAC, GLUTATIONE, VITAMINE DEL GRUPPO B, VITAMINA C.
Per correggere invece l’acidosi metabolica si possono utilizzare le forme carbonato o citrato di minerali alcalini come il magnesio, il calcio, il sodio e il potassio.

FASE C : DRENAGGIO EPATICO E LINFATICO, RIMINERALIZZAZIONE E CORREZIONE DELL’ACIDOSI METABOLICA

Gli obiettivi principali di questa fase sono:  quello di favorire l’eliminazione delle tossine “preparate” durante la fase di detossificazione e reintegrare i minerali di cui il soggetto è carente. Inizialmente valuteremo in base alla sua costituzione se è necessario o meno integrare e quali possono essere gli elementi di cui è carente il soggetto[5]. Questa fase come già detto si alternerà alla fase di chelazione durante la quale insieme ai metalli tossici verranno persi anche oligoelementi fondamentali. Tra una ciclo di chelazione è il successivo, la fase di rimineralizzazione è fondamentale per tutti a prescindere dalla costituzione. Potremo utilizzare un integratore multiminerale completo. Importante che siano presenti il rame, il mobildeno, il cromo, il selenio e lo zinco oltre che calcio e magnesio e potassio.
Per il drenaggio si può procedere ad esempio utilizzando due tinture madri o tisane, una per il drenaggio epatico e l’altra per  quello linfatico.
Per quei soggetti che presentano un “terreno” caratterizzato da un sistema linfatico debole, o in ogni caso se ci fosse una forte congestione linfatica o edema, potrebbe essere molto utile ricorrere al massaggio linfodrenante.

Per rimineralizzare, useremo invece un integratore di minerali con buona biodisponibilità (più interessanti sono quei prodotti dove i minerali vengono veicolati all’interno del corpo attraverso specifici aminoacidi in modo da facilitarne l’assorbiemnto).
Importante che siano presenti il rame, il mobildeno, il cromo, il selenio e lo zinco oltre che calcio e magnesi e potassio.

FASE D: LA CHELAZIONE

I metalli tossici, primo fra tutti il mercurio hanno un’emivita[6] lunghissima, si parla addirittura di decine di anni. Per quanto riguarda il mercurio sembra che il tempo di dimezzamento sia di circa 27 anni. Il piombo nelle ossa ha un’emivita di circa 25 anni.

Alcuni soggetti sembra abbiano una predisposizione particolare nel trattenere alcuni metalli tossici all’ interno dell’organismo. Per questi soggetti possiamo dire che sia praticamente impossibile rimuovere queste sostenne senza un intervento specifico.

L’idea quindi che la semplice rimozione della fonte tossica rappresenti di per se l’eliminazione del problema è un’idea non corretta.
La chelazione rappresenta il metodo di elezione per l’eliminazione dei metalli tossici dall’organismo. Mentre in molti paesi come gli USA, la Germania, la Svizzera, la Svezia e molte altre nazioni è una pratica diffusa e conosciuta, in Italia è poco conosciuta e utilizzata. In Italia l’unico metodo che viene utilizzato è quello per infusione endovenosa lenta di EDTA. Da fare esclusivamente privatamente al costo di circa 150 Euro a flebocisti. La durata complessiva del trattamento va in genere da 15 a 35 flebocisti.
Esistono però altri metodi ed altre sostanze più specifiche e metodi di somministrazione meno invasivi. Esistono sostanze naturali e non.La scelta delle sostanze da utilizzare e dei protocolli da seguire non è un’impresa semplice. In tutto il mondo la questione è piuttosto controversa e vi sono pareri decisamente discordanti.
L’utilizzo di agenti chelanti artificiali comporta alcuni rischi in più, ma è molto più veloce rispetto a metodi esclusivamente naturali.
La scelta delle sostanze da utilizzare e dei protocolli da seguire andrebbero definiti principalmente in base al grado di intossicazione presunta, in base alla sintomatologia e sensibilità del soggetto.
La fase di chelazione dovrebbe sempre durare almeno 2/3 giorni consecutivi, in cui si assumono piccole dosi frequenti di sostanza chelante si che sia naturale o chimica. Questo sistema permette al “sistema di disintossicazione” di attivarsi e riduce al minimo il fenomeno della ridistribuzione e il sovraccarico emuntoriale, come sostiene Andy Cutler nel suo libro.
Durante questa fase alcune tossine verranno eliminate perché “agganciate” al chelante, mentre altre verranno solo movimentate. Queste ultime sono quelle che durante le fasi di chelazione danno i maggiori problemi sia per il pericolo di reintossicazione che l’acutizzarsi dei sintomi.

Come già detto vi è dunque la possibilità di utilizzare delle sostanze più specifiche o invece degli integratori naturali. Entrambe le soluzioni presentano rischi e benefici.

CHELAZIONE SPECIFICA (In Italia deve essere eseguita da un medico, le sostanze da utilizzare sono considerati farmaci e richiedono ricetta medica)
Le sostanze principali da utilizzare in questo caso sono il DMPS, DMSA, EDTA
Il protocollo migliore utilizzando potrebbe essere il seguente:

DMSA/DMPS/EDTA a seconda del caso specifico[7]. Da 10mg ai 25mg da assumere ogni 3 ore per 2/3 giorni consecutivi compresa la notte.  In commercio non sono disponibili capsule con questi quantitativi, quindi possiamo o comprare delle capsule vuote e riempirle oppure versare il quantitativo di chelante in una bottiglietta d’acqua o di atra bevanda non zuccherata e berne una porzione ogni 3 ore (meglio preparare la bevanda ogni 12 ore, in modo che il chelante non si deteriori).

L’EDTA (acido etilendiamminotetracetico)
È una sostanza simile all’aceto che non viene assimilata dall’organismo, viene escreta legata ai metalli per via renale. È quindi indispensabile che il paziente trattato abbia una buona funzionalità renale soprattutto se la somministrazione avviene per endovena.
L’inconveniente principale nell’utilizzo di questa molecola è dato dal fatto che non chela solo i metalli tossici, ma “chela tutto” anche minerali che sono indispensabili all’organismo. Ha molta affinità con piombo, alluminio e arsenico, meno con il mercurio. È molto affine con il rame, con lo zinco e con il calcio.
Un trattamento su un soggetto già fortemente demineralizzato potrebbe da un lato dare il beneficio della disintossicazione dai metalli tossici, ma dall’altro creare  problemi legati alla carenza degli oligoelementi fondamentali. La via di somministrazione più diffusa di questa sostanza in Italia è quella  tramite flebocisti a lenta infusione circa 2/3 ore, la cui periodicità va definita dal medico in base alle condizioni del paziente.
Questa terapia è utilizzata da molto tempo soprattutto nei paesi anglosassoni per chelare il calcio in accumulo nelle arterie per la prevenzione di ictus, infarti e malattie arteriosclerotiche.
Questa terapia deve essere eseguita da un medico esperto. In Italia questo tipo di terapia non è riconosciuta dal sistema sanitario, è possibile trovare alcuni medici che la eseguono privatamente. Un ciclo di terapia in genere comprende circa 30 infusioni per un costo di circa 150 euro ciascuna.
Esiste inoltre la possibilità di eseguire una terapia chelante più dolce attraverso il trattamento con l’edta orale o transdermale. In Italia si sostiene che sia inutile perché  questa sostanza  non viene assorbita per via gastrointestinale se non per il 5%.
Negli USA le opinioni sembrano invece piuttosto differenti. Il dott. Gary Gordon, esperto americano nella chelazione, invece sostiene l’esatto contrario. Lui consiglia a tutti una chelazione dolce con EDTA per via orale. Il transdermale può essere una buona soluzione.

IL DMSA(acido dimercaptosuccinico)
È anch’esso un agente chelante, sembra essere più selettivo nei confronti di alcuni metalli rispetto all’EDTA. È in grado di legare in modo efficace il piombo e il mercurio e altri metalli tossici, rispettando maggiormente gli oligoelementi utili all’organismo. Come l’edta non è in grado oltrepassare la barriera ematoencefalica e quindi di chelare il mercurio dal cervello. L’eliminazione avviene invece per diffusione[8]. l’escrezione del DMSA avviene prevalentemente attraverso il tratto gastrointestinale attraverso le feci e in parte per via renale con le urine.

DMPS (acido dimercapto propansolfonico)

 È un agente chelante molto utilizzato in passato specialmente in URSS per trattare diversi tipi di avvelenamento.Sembra essere la molecola con maggior affinità nei confronti del mercurio, di cui ne aumenta l’escrezione per via urinaria. Viene spesso utilizzato per testare il carico tossico di mercurio rilasciato dalle amalgame dentarie e l’accumulo di arsenico.
Ha invece minor affinità con il piombo ed altri metalli.
Anch’esso non oltrepassa la barriera ematoencefalica e risulta inefficace nel chelare il mercurio direttamente dal cervello.

 CHELAZIONE NATURALE

Sono molteplici le sostanze naturali che ci vengono in aiuto per eliminare  le sostanze tossiche dall’organismo. Alcune come abbiamo visto inoltre stimolano la produzione endogena di molecole antiossidanti specifiche come ad esempio il NAC come precursore del glutatione. Altre invece hanno solo un’effetto chelante diretto sui metalli tossici.
In questo caso sarebbe meglio procedere con la fase di chelazione per almeno 4/5 giorni consecutivi e poi proseguire con periodo di 2/3 di drenaggio e rimineralizzazione.
L’indicazione generale è sempre quella di utilizzare piccole dosi ad intervalli frequenti.
Un protocollo valido potrebbe essere il seguente:

–       Zeolite una capsula ogni 5 ore.

–       Coriandolo 20/30 gocce ogni 5 ore

–       NAC (n-acetilcisteina) 100mg ogni 5 ore

–       ALA una pastiglia da 200mg a lento rilascio ogni 12 ore + una pomata chelante autoprodotta contenete 200 mg da distribuire lungo tutto l’arco della giornata.

–       Clorella due capsule ogni 5 ore

–       Carbone vegetale 1 capsula ogni 5 ore

–       Due capsule di aglio deodorato una al mattino e una la sera.

Sono un ottimo supporto anche delle saune a temperatura non troppo elevata (circa 60°) per tempi non superiori ai 15 minuti circa.

SOSTANZE CHELANTI  NATURALI

 ACIDO ALFA LIPOICO

L’acido alfa lipoico o acido tiotico rappresenta davvero un importante rimedio naturale per chelare i metalli tossici. È  un elemento con proprietà davvero interessanti .
Conosciuto anche come liporato, acido tiotico, ALA, scido diidrolipoico, è un composto antiossidante prodotto dal corpo umano, che ricopre un ruolo chiave nel metabolismo energetico cellulare della maggior parte degli esseri viventi, a partire dai batteri per arrivare fino all’uomo. Sono inoltre note le sue spiccate proprietà antiossidanti. Per questa ragione, l’assunzione di acido alfa lipoico sotto forma di integratore alimentare, può essere di grande utilità per attivare queste funzioni di vitale importanza per l’organismo.

L’AGLIO
L’aglio presenta molte proprietà. Parlando di chelazione quello che più lo rende interessante è il suo alto contenuto di Zolfo. Abbiamo visto il valore dei Gruppi –SH  nel ossidare i metalli tossici e facilitarne così l’eliminazione. Inoltre l’aglio è ricco di selenio, importante minerale che contrasta la tossicità del mercurio e partecipa insieme la glutatione alla formazione dell’enzima glutatione perossidasi.
È possibile sostituire l’aglio durante i cicli di chelazione utilizzando dello zolfo organico(MSM) anche questo molto efficace, se si vuole evitare l’odore pungente.. L’aglio in più però ha un insieme di altre proprietà che lo rendono preferibile:

– è ricco in allicina, sostanza antibatterica e antimicotica molto efficace. Risulta utile per contrastare la proliferazione della Candida Albicans che spesso si diffonde in chi sta svolgendo un trattamento chelante e dei batteri in genere.

– ha inoltre importanti proprietà antinfiammatorie e anticoagulanti.

Perché l’aglio mantenga le sue proprietà principali è necessario però che venga consumato crudo.

Per chi volesse evitare l’odore forte dell’aglio ma trarre i vantagi dovuti al suo utilizzo, può utilizzare integratori a base di aglio deodorato presenti in commercio purchè  abbiano una buona titolazione in allicina ( circa il 15%).

LE ZEOLITI
Sono un’insieme di minerali caratterizzata da una specifica forma strutturale composta da dei cationi metallici intrappolati al’interno di canali specifici che formano una specie di gabbia. Grazie alla loro strutture e al fatto che sono cariche negativamente hanno la capacità di attirare e ed “intrappolare”  molte tossine cariche positivamente, come i metalli tossici.
Le zeoliti rappresentano davvero un rimedio disintossicante ad ampio spettro. Hanno potere disintossicante nei confronti dei metalli pesanti ma sono anche utili contro gli agenti radioattivi, sostanze chimiche di varia nature e inoltre virus, batteir e funghi.
Grazie alla capacità delle zeoliti di rilasciare oligoelementi importanti per l’organismo, svolgono anche un’azione rimineralizzante e alcalinizzante.

CORIANDOLO (PREZZEMOLO CINESE)

 Il coriandolo è un’erba da cucina che presenta molte proprietà. Molto interessante è la sua capacità di mobilizzare i metalli tossici al’interno delle cellule. A differenza della maggior parte delle sostanze chelanti, il coriandolo come l’acido lipoico sembrerebbe in grado di oltrepassare le membrane cellulari.

Questa erba da cucina è in grado di mobilitare mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale. È probabilmente l’unico agente efficace nel mobilitare il mercurio immagazzinato nello spazio intracellulare (allegato al mitocondri, tubulina, liposomi ecc) e nel nucleo della cellula (invertendo il danno al DNA di mercurio)[9]

Il coriandolo però non è in grado di  legare  queste tossine in modo stabile, si corre il rischio di redistribuzione e di riintossicaizone, fenomeni piuttosto pericolosi.
È necessario assumere contemporaneamente al coriandolo un agente chelante o sostanze in grado di riassorbire le tossine in eccesso come ad esempio l’alga Clorella. Quest’alga ha la capacità di assorbire le tossine nel tratto intestinale, impedendo che si verifichino questi fenomeni spiacevoli. Anche la zeolite svolge in modo ottimale questa stessa funzione.
Il consiglio è quello di assumere prima la clorella o la zeolite e successivamente il coriandolo a distanza di almeno 20 minuti.
Vanno inoltre ricordate le proprietà benefiche che il coriandolo esplica a livello dello stomaco e dell’intestino come carminativo e antispasmodico. è in grado di calmare i disturbi addominali, stimola la digestione ed aiuta ad eliminare i gas dall’intestino.

NAC
L’N-acetil cisteina è la forma acetilata, maggiormente assorbibile da parte dell’organismo dell’aminoacido cisteina.

È considerato un efficace antiossidante e un potente mucolitico.
IL Nac rappresenta il più efficace precursore del glutatione il più importante antiossidante endogeno. Per la sua funzione protettrice e rigenerante delle cellule epatiche viene spesso impiegata in tutti quei casi in cui vi siano danni al fegato soprattutto negli avvelenamenti da sostanze tossiche. Viene impiegato per la protezione epatica, per prevenire l’epatite fulminante come conseguenza di un sovradosaggio di paracetamolo.

La capacità di questo integratore di stimolare la produzione di glutatione lo rendono utile per favorire la chelazione dei metalli tossici.

BIBLIOGRAFIA

David Jay Brown and Gary Gordon, Detox with Oral Chelation, Smart pubblication, 2008.

Gershon Michael, Il Secondo Cervello, Utet ,2008.

Hulda Clark, La Cura di Tutte Le Malattie, Macro Edizioni,1995.

Andrei Hall Cutler, Amalgam Ilness Diagnosis and treatment What you can do toget better, how your doctor can help,  Phd PE, 1999.

Frederic H. Martini, Michael J. Timmons Tallitsch, Robert B, Anatomia, EDISES, 2012.

Barret, Barman, Boitano, Brooks, Fisologia medica di Ganong, Piccin, 2010.

Luca Imeri, Mauro Mancia, Atlante di Fisiologia Umana, Neurofisiologia CEA, 2006.

Valeria Mangani, Adolfo Panfili, IL dente avvelenato, Tecniche Nuove, 2000.

Roger Moatti, Gli Oligoelementi,  Red Edizioni ,1987,

Lorenzo Acerra, Magnesio: come reintegrare un minerale utile per la nostra salute, Macro Edizioni, 2012

Matilde Lucchini, Nunzia Monanni, IL libro delle vitamine e dei sali minerali, Xenia Edizioni, 2009

Hiromi Shinya, Il Fattore Enzima, Macro edizioni, 2009

Philippe- Gaston Besson, Candidosi cronica una malattia sconosciuta, Tecniche Nuove,2000

Valerio pignatta, Guarire le infezioni da Candida: caratteristiche, diagnosi e cure naturali, Macro edizioni, 2008.

F. Papasso, G. Grandolini, A. Izzo, Impiego razionale delle droghe vegetali, Sprinter,2006.

Luca Fortuna,Come difendersi dai metalli pesanti, Xenia edizioni, 2009.

Limmer D., O’Keefe M.F., Pronto soccorso e interventi di emergenza, McGraw-Hill, 2000.

Dalla Rosa C. (a cura di), Manuale di segni e sintomi, Piccin-Nuova Libraria,  2005

Dietrich Klinghardt, MD, PhD – Chelazione: Come Rimuovere dal Corpo Mercurio, Piombo e altri metalli, Vorschau, 2011

NOTE


[1] Va ricordato che in Italia che alcune sostanze sono considerati farmaci e per questo la chelaizone deve essere fatta sotto controllo medico. Il DMSA in altri paesi dell’Unione Europea e negli Stati Uniti è considerato un normale integratore alimentare e può essere acquistato su alcuni siti web senza problemi, la stessa cosa vale per le capsule di EDTA, mentre le flebocisti vengono praticate in diversi studi anche in Italia da personale medico specializzato. Il DMPS è più difficile da trovare e si trova solo in poche farmacie dietro prescrizione medica.

[2] Andy Cutler ha ricevuto il dottorato in chimica presso l’univerità di Prinseton e uan specializzazione in fisica presso l?università della California.

[3] La redistrubuzione è quel fenomeno per cui durante la chelazione una parte del metallo tossico che non viene chelato viene invece mobilizzato ed ha così la possibilità di insediare altri siti magari più sensibili o più delicati creando nuovi fenomeni tossici.

[4] Con il termine “Crisi di guarigione” si intende, in naturopatia, l’insorgere di sintomi particolari dovuti alla mobilitazione delle tossine che verranno poi eliminate. È un processo normale che va tenuto sotto controllo perché possono manifestarsi anceh sintomi piuttosto forti e debilitanti.

[5] Nella pratica naturopatica utilizziamo degli indicatori per comprendere il grado di mineralizzazione del soggetto. Esistono infatti costituzioni che fisiologicamente sono carenti di minerali ed altre invece che ne hanno in abbondanza.

[6] L’emivita è un parametro che indica il tempo necessario perchè la quantità di una determinata sostanza all’interno dell’organismo si riduca del 50%.

[7] Ciascuno di questi chelanti ha maggior affinità con alcuni metalli tossici. La scelta va fatta in base al tipo di sostanza che si vuole eliminare. Può essere interessante anche laternarle per una disintossicazione

[8] Fenomeno (detto anche diffusione molecolare) per cui gli atomi o le molecole degli elementi o dei composti chimici passano da una zona nella quale sono più concentrati a un’altra nella quale presentano una concentrazione più bassa. Ai fenomeni di diffusione possono prender parte sostanze gassose, liquide o solide.

[9]  Tratto da Dietrich Klinghardt, MD, PhD – Chelazione: Come Rimuovere dal Corpo Mercurio, Piombo e altri metalli.

 

8 thoughts on “CHELAZIONE NATURALE: DEPURARSI DAI METALLI TOSSICI E AGENTI INQUINANTI

  1. Salve,
    ho trovato i vostri consigli molto interessanti, ma vorrei gentilmente sapere se è possibile e come eliminare metalli come l’alluminio dal terreno!
    Grazie mille!

    • Buon giorno Alice,
      l’alluminio e’ di per se più semplice da eliminare rispetto ad altri metalli come ad esempio il mercurio.
      Prima di cominciare un ciclo con chelanti chimici, io proverei con antiossidanti naturali come l’acido alfa lipoico.
      La prima cosa da fare e’ quella di adottare un alimentazione adatta alla sua costituzione, capire se è portatrice di amalgame o se le siamo mai state rimosse, perché in questo caso molte sostanze sarebbero controindicare. È inoltre importante valutare se i sintomi che presenta siano unicamente riconducibili all’intossicazione da alluminio o vi siano potenzialmente altre cause.
      Spero di poterle essere d’aiuto.
      Non esiti a contattarmi per maggiori info, magari usando la mail.
      Buona giornata
      Manuel Turolla
      manuel.turolla@yahoo.it

  2. Buongiorno,
    questo articolo è molto interessante, ho capito che è assolutamente necessario rivolgersi ad un medico specializzato. Il problema è che non so a chi rivolgermi. Esistono centri e medici specializzati qui in Italia? Avete un elenco di strutture a cui rivolgersi per diagnosi e cura?
    Vi ringrazio per i consigli e l’aiuto.
    Buona giornata

    • Buon giorno Federica,
      la ringrazio per l’interesse dimostrato nei confronti del nostro articolo.
      In Italia la questione intossicazione da metalli pesanti è ancora piuttosto controversa. Il trattaemnto più diffuso è quello chelante attraverso flebo di EDTA. Negli USA come in molti altri stati, invece, l’argomento è più conosciuto e studiato. Diversi esperti americani sconsigliano le flebo di EDTA per diverse ragioni: chelano tutto, non solo i metalli pesanti ma anche metalli “buoni” fondamentali, come ad esempio il calcio o lo zinco, sono poco affini al mercurio e l’arsenico e quindi poco efficaci in caso di accumulo di questi metalli, infine il prezzo è di circa 150 euro a flebo e i trattamenti prevedono circa 20/30 flebo, quindi un costo economico non indifferente.
      L’approccio naturale, penso sia il più interessante, soprattutto all’inizio. L’idea di fondo è quella di riequilibrare le principali funzioni dell’organismo, in modo che sia più forte ed in grado di reagire meglio ai rimedi disintossicanti seppure naturali. E’ il tipo di ragionamento che sta alla base che penso sia vincente, ossia il considerare l’essere umano come un’isieme di più aspetti che si influenzano tra loro: metabolici, strutturali (muscolo-scheletrici) emotivi e psicologici. Non c’è, a parer nostro, un rimedio efficace per tutti, perchè ciascun essere umano è dotato di molte caratteristiche uniche che lo differenziano dagli altri.
      Per questo le consiglierei di cominciare consultando un naturopata preparato in materia.
      Quì di seguito trova un link con delle testimoninaze di persone che hanno avuto molti benefici utilizzando questo tipo di approccio.
      http://www.cervicalpro.com/index.php?option=com_content&view=article&id=97&Itemid=735
      Non esiti a scriverci per utleriori chiarimenti.
      La ringrazio per l’interesse dimostrato e le auguro un futuro felice e in salute.
      un abbraccio di cuore
      Manuel

  3. Cerco in VOI un aiuto.
    Da tempo cerco un rimedio che elimina il calcio in eccesso dal
    sistema uditivo di mia moglie.
    Mia moglie non sente da entrambe le orecchie.
    Circa 10 anni fa le fu diagnosticata l’otosclerosi e ci dissero che
    con una semplice operazione sarebbe tornata a sentire, ma l’operazione fu
    bloccata perchè si trattava di una calcificazione estesa.
    Da circa 5 anni siamo diventati
    vegani e ho cominciato a leggere libri di cui prima non immaginavo l’
    esistenza e pochi giorni ho letto della CHELAZIONE .
    Mi potete aiutare ,è passibile poter eliminare il calcio in eccesso oppure mi devo rassegnare???
    Resto in attesa di una VOSTRA risposta
    Vi saluto cordialmente
    FRACCHIOLLA FRANCO

    • Buon giorno Franco,
      intato la ringrazio per averci scritto.
      Comprendo che sia una situazione piuttosto delicata e spero che i miei consigli possano esserle d’aiuto.
      Il tipo di approccio che utilizziamo e che abbiamo chiamato riequilibrio funzionale globale è strettamente di stampo naturopatico e per questo non si concentra tanto sul sintomo, quanto sulla persona e sulla causa che possa generare il sintomo.
      Mi domando quindi che cosa non sia in equilibrio che possa generare una tale condizione e come sai possibile stimolare il processo di autoguarigione.
      Per poterle consigliare qualcosa dovrei avere qualche informazone in più, dovrei farle quindi alcune domande. La invito pertanto a contattarmi per email o telefonicamente, per comprendere se e come possa esserle d’aiuto. Intanto provi per una settimana ad eliminare il glutine e assumere magnesio in una formulazione con buona biodisponibilità come gluconato o bisglicinato e mi faccia sapere se nota anche un piccolissimo miglioramento o peggioramento.
      Un abbraccio sentito, perchè possiate trovare la saute e la felicità.
      a presto
      Dott. Manuel Maria Turolla
      manuel.turolla@yahoo.it
      3487906595

  4. Buongiorno
    Avendo deciso di rimuovere le due amalgame al mercurio che possiedo vorrei intraprendere un protocollo di chelazione. A tale scopo mi chiedevo se il protocollo di chelazione naturale descritto nell’articolo potesse andare bene. Il dubbio è se sia corretto assumere tutte le sostanza chelanti contemporaneamente.
    Grazie per la cortese attenzione
    Cristina

    • Buon giorno Cristina,
      grazie per averci contattato.
      Il protocollo che vede quì può essere una buona linea guida. Di certo sarebbe meglio strutturare un programma personalizzato in base alla sua costituzione e la sua condizione generale.
      Se può farle piacere può provare a contattarmi telefonicamente a questo numero 3487906595 in modo da valutare insieme la cosa migliore da fare per lei. Se non dovesse trovarmi mi lasci un messaggio, la richiamerò il prima possibile.
      A presto
      MAnuel

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